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Citizen U non soffre di disturbi della personalità, accetta pienamente la sua condizione di border line, adora i conflitti e in special modo quelli d’identità.
Ha messo il suo sogno in un cassetto comune, “omnia sunt communia” dichiarava in gioventù, e adesso non  ricorda più qual è il suo.
Citizen U  è come calarsi sul volto un passamontagna, indossare una maschera ad ossigeno che invece dell’aria somministra il suono delle parole, di chitarre assediate di queste metropoli da   medio-evo tecnologico globale.
Citizen U compone la traccia sonora di un profilo generazionale:studente, operaio, ricercatore, precario.
Citizen U è 1 10 100 1000 milioni di forme di vita irriducibili a uno stato, dio, mercato. 

 

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