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		<title>Martedì 14 febbraio, FINALE DI PARTITA_16: La Protezione Civile.</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 21:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citizenu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p> <p><strong>Ore 15:35 – <a href="http://www.radiopopolareroma.it/" target="_blank">Radio Popolare Roma</a> 103.3 MHz e <a href="http://radiosonar.net/" target="_blank">Radiosonar.net</a>, in replica il mercoledì alle 13:00 su <a href="http://www.radiokairos.it/" target="_blank">Radio Kairos Bologna</a> 105.85 Fm</strong></p> <p>Viaggio lungo e ricco quello che oggi compie Citizen U con il suo Finale di partita. Nella prima parte della trasmissione approda nuovamente in Grecia, che <a href="http://www.citizenu.net/finale-di-partita-16/">[continua a leggere] </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-976" title="MALTEMPO: ALEMANNO, ENTRO DOMANI ROMA TORNERA' A FUNZIONARE" src="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/protezione-civile-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></p>
<p><strong>Ore 15:35 – <a href="http://www.radiopopolareroma.it/" target="_blank">Radio Popolare Roma</a> 103.3 MHz e <a href="http://radiosonar.net/" target="_blank">Radiosonar.net</a>, in replica il mercoledì alle 13:00 su <a href="http://www.radiokairos.it/" target="_blank">Radio Kairos Bologna</a> 105.85 Fm</strong></p>
<p>Viaggio lungo e ricco quello che oggi compie Citizen U con il suo Finale di partita.<br />
Nella prima parte della trasmissione approda nuovamente in Grecia, che ha ormai approvato le recenti misure di austerità imposte dalla Troika: grazie alle parole di Andrea Baranes scopriremo i meccanismi economici che si nascondono dietro questi provvedimenti e in che modo questi ultimi abbiano l’obiettivo di salvare le grandi banche europee (inglesi, francesi e tedesche in primis).<br />
Citizen U arriva poi in Egitto, dove si interroga sullo scorso 11 febbraio, primo anniversario della caduta di Mubarak e giornata di scioperi e manifestazioni in tutto il Paese.<br />
Infine torna in Italia, dedicando ampio spazio alla Protezione Civile nazionale, ripercorrendone brevemente la storia e focalizzandosi meglio sugli ultimi periodi, dal passaggio Bertolaso-Gabrielli fino alle emergenze recenti, come le alluvioni liguri-toscane, la Concordia al Giglio e l&#8217;emergenza neve.</p>
<p>All’interno della trasmissione interventi di:</p>
<p style="padding-left: 60px;">Andrea Baranes – Rubrica di economia e finanza a cura di <a href="http://amisnet.org/" target="_blank">AMISnet</a>.</p>
<p style="padding-left: 60px;">Gennaro Gervasio – Professore all’università britannica de Il Cairo.</p>
<p style="padding-left: 60px;">Manuele Bonaccorsi &#8211; Giornalista di Left e autore del libro <em>Potere Assoluto</em> edito da Edizioni Alegre</p>
<p>Track List:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=xeBDf-VOOWE" target="_blank">The Black Keys &#8211; Hell of a Season</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=N6GyrfWpzY8" target="_blank">Pixies &#8211; Manta Ray</a></p>
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Ore 15:35 – Radio Popolare Roma 103.3 MHz e Radiosonar.net, in replica il mercoledì alle 13:00 su Radio Kairos Bologna 105.85 Fm
Viaggio lungo e ricco quello che oggi compie Citizen U con il suo Finale di partita.
Nella prima parte della trasmissio[...]</itunes:subtitle>
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Ore 15:35 – Radio Popolare Roma 103.3 MHz e Radiosonar.net, in replica il mercoledì alle 13:00 su Radio Kairos Bologna 105.85 Fm
Viaggio lungo e ricco quello che oggi compie Citizen U con il suo Finale di partita.
Nella prima parte della trasmissione approda nuovamente in Grecia, che ha ormai approvato le recenti misure di austerità imposte dalla Troika: grazie alle parole di Andrea Baranes scopriremo i meccanismi economici che si nascondono dietro questi provvedimenti e in che modo questi ultimi abbiano l’obiettivo di salvare le grandi banche europee (inglesi, francesi e tedesche in primis).
Citizen U arriva poi in Egitto, dove si interroga sullo scorso 11 febbraio, primo anniversario della caduta di Mubarak e giornata di scioperi e manifestazioni in tutto il Paese.
Infine torna in Italia, dedicando ampio spazio alla Protezione Civile nazionale, ripercorrendone brevemente la storia e focalizzandosi meglio sugli ultimi periodi, dal passaggio Bertolaso-Gabrielli fino alle emergenze recenti, come le alluvioni liguri-toscane, la Concordia al Giglio e l&#8217;emergenza neve.
All’interno della trasmissione interventi di:
Andrea Baranes – Rubrica di economia e finanza a cura di AMISnet.
Gennaro Gervasio – Professore all’università britannica de Il Cairo.
Manuele Bonaccorsi &#8211; Giornalista di Left e autore del libro Potere Assoluto edito da Edizioni Alegre
Track List:
The Black Keys &#8211; Hell of a Season
Pixies &#8211; Manta Ray</itunes:summary>
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		<title>Management Del Dolore Posto-peratorio &#8211; Auff!!</title>
		<link>http://www.citizenu.net/968/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 13:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citizenu</dc:creator>
				<category><![CDATA[proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>*Novità<a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/management.jpg"></a></strong></p> <p><strong>Data di pubblicazione</strong>: febbraio 2012</p> <p><strong>Etichetta</strong>: MarteLabel</p> <p>All&#8217;epoca dell&#8217;esordio Mestruazioni &#8211; correva l&#8217;anno 2009 &#8211; ci sembrarono promettenti malgrado la tendenza a certe sbracature aggratis, cui comunque alternavano pugnalate rugginose di quelle che lasciano il segno sulle anime più o meno belle. Accogliamo con piacere quindi il ritorno del famigerato quartetto da Lanciano, <a href="http://www.citizenu.net/968/">[continua a leggere] </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>*Novità<a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/management.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-969" title="management" src="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/management.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a></strong></p>
<p><strong>Data di pubblicazione</strong>: febbraio 2012</p>
<p><strong>Etichetta</strong>: MarteLabel</p>
<p>All&#8217;epoca dell&#8217;esordio <em>Mestruazioni</em> &#8211; correva l&#8217;anno 2009 &#8211; ci sembrarono promettenti malgrado la tendenza a certe sbracature aggratis, cui comunque alternavano pugnalate rugginose di quelle che lasciano il segno sulle anime più o meno belle. Accogliamo con piacere quindi il ritorno del famigerato quartetto da Lanciano, non fosse che per la tracotanza con cui rilanciano la palla del rock-in-italiano anni Zero in una zona di campo presidiata da spasmi crossover, propulsione punk-funk e strattoni math-rock, per poi da lì imbastire trame sarcastiche, nevrasteniche e malmostose.</p>
<p>Roba da cuginetti indignati del Teatro Degli Orrori col virus Faith No More (<em title="Play Video"></em><em>Norman</em>), circostanze che ti fanno ipotizzare un Bugo invasato da fregola wave disco !!! (<em>Irreversibile</em>) e sdegno Lo Stato Sociale (<em title="Play Video"></em><em>Nei palazzi</em>), per non tacere della centrifuga di spasmi Jane&#8217;s Addiction, frenesia cocainica Vasco Rossi (quello dei primi 80&#8242;s) e protervia Gazebo Penguins &#8211; con spolverata Marlene Kuntz deteriorati Skiantos &#8211; di <em>Pornobisogno</em>. Una mistura sonica che procede stantuffando con ampio spargimento d&#8217;acido, non mancando di timbrare il biglietto dei testi folgoranti con arguzia costante (&#8220;<em>Bukowski dimmi la verità, di quelle birre non ne hai bevuta la metà</em>&#8220;, oppure &#8220;<em>signor poliziotto mi dispiace rovinarle la festa/ le bombe non ce l&#8217;ho nella valigia, ce l&#8217;ho nella testa</em>&#8220;) e qualche slancio poeticamente genialoide (&#8220;<em>quando sei caduta, lo dico sul serio/ ho visto una stella esprimere un desiderio</em>&#8220;), con ciò collocandosi in un solco intermedio tra la emo-sloganistica dei Vasco Brondi e il lirismo espressionista à la Marta Sui Tubi.</p>
<p>Al netto di qualche apnea compositiva (la loffia <em>Marilyn Monroe</em>) e certo strisciante qualunquismo (<em title="Play Video"></em><em>Macedonia</em>, la titile track), il sophomore dei MaDeDoPO ci consegna una band vivace e intrigante, sul cui futuro il malanimo dark-wave della conclusiva <em>Il numero otto</em> apre buone prospettive di rock diversamente cantautorale.</p>
<p><a href="http://www.managementdeldolorepostoperatorio.it/" target="_blank">www.managementdeldolorepostoperatorio.it</a></p>
<p>Recensione da: <a href="http://www.sentireascoltare.com/recensione/9650/management-del-dolore-post-operatorio-auff.html" target="_blank">sentireascoltare</a></p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/5hTFGUHJ-zw" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
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		<title>07 Febbraio 2012</title>
		<link>http://www.citizenu.net/07-febbraio-2012/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citizenu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.youtube.com/watch?v=paUgt_nxDIM" target="_blank">Kasabian &#8211; Days Are Forgotten</a> <p style="text-align: center;"> </p> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=wnalWu8cHoU" target="_blank">Death in June &#8211; Peaceful Snow</a> <p style="text-align: center;"> </p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><a href="http://www.youtube.com/watch?v=paUgt_nxDIM" target="_blank">Kasabian &#8211; Days Are Forgotten</a></h4>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/paUgt_nxDIM" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<h4 style="text-align: left;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wnalWu8cHoU" target="_blank">Death in June &#8211; Peaceful Snow</a></h4>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/wnalWu8cHoU" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
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		<title>Martedì 07 febbraio, FINALE DI PARTITA_15: La riforma del lavoro e la Ristrutturazione del debito greco.</title>
		<link>http://www.citizenu.net/martedi-07-febbraio-finale-di-partita_15-la-riforma-del-lavoro-e-la-ristrutturazione-del-debito-greco/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:35:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citizenu</dc:creator>
				<category><![CDATA[trasmissioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/riforma-lavoro.jpg"></a></p> <p><strong>Ore 15:35 – <a href="http://www.radiopopolareroma.it/" target="_blank">Radio Popolare Roma</a> 103.3 MHz e <a href="http://radiosonar.net/" target="_blank">Radiosonar.net</a>, in replica il mercoledì alle 13:00 su <a href="http://www.radiokairos.it/" target="_blank">Radio Kairos Bologna</a> 105.85 Fm</strong></p> <p>L&#8217;odiosa cantilena che vorrebbe i giovani italiani incapaci o poco vogliosi di conquistare una propria autonomia, cantilena che ormai risuona nelle nostre orecchie da almeno <a href="http://www.citizenu.net/martedi-07-febbraio-finale-di-partita_15-la-riforma-del-lavoro-e-la-ristrutturazione-del-debito-greco/">[continua a leggere] </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/riforma-lavoro.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-959" title="riforma lavoro" src="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/riforma-lavoro-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p><strong>Ore 15:35 – <a href="http://www.radiopopolareroma.it/" target="_blank">Radio Popolare Roma</a> 103.3 MHz e <a href="http://radiosonar.net/" target="_blank">Radiosonar.net</a>, in replica il mercoledì alle 13:00 su <a href="http://www.radiokairos.it/" target="_blank">Radio Kairos Bologna</a> 105.85 Fm</strong></p>
<p>L&#8217;odiosa cantilena che vorrebbe i giovani italiani incapaci o poco vogliosi di conquistare una propria autonomia, cantilena che ormai risuona nelle nostre orecchie da almeno due legislature, compie oggi un salto di qualità. Il governo mostra sincero disprezzo verso giovani e precari.</p>
<p>Parallelamente &#8211; ma Citizen U non crede alle coincidenze &#8211; viene presentata l&#8217;ipotesi di riforma del mercato del lavoro, con la finalità di renderlo più flessibile e competitivo.</p>
<p>Il nuovo contratto unico dovrebbe abolire le tante forme di lavoro precario e frammentato che caratterizzano oggi il panorama italiano. Altro obiettivo dichiarato dovrebbe essere eliminare le differenze tra lavoratori precari e lavoratori garantiti, tra giovani e anziani. In realtà il livellamento che questo tipo di riforma andrebbe a introdurre è decisamente e violentemente orientato verso il basso, estendendo a tutti i lavoratori la sospensione di diritti e le dinamiche di sfruttamento che oggi riguardano i lavoratori precari.</p>
<p>Nel frattempo in Grecia si respira aria di default, con le istituzioni finanziarie internazionali che chiedono al paese nuovi &#8220;sacrifici&#8221; e un ulteriore programma di privatizzazioni e liberalizzazioni, onde erogare un prestito di 130 miliardi che manterrebbe i conti a galla. Il fallimento conclamato delle politiche di austerità non è servito fino ad ora a far ponderare soluzioni differenti. Con la consapevolezza che se la Grecia dovesse fallire non sarebbe la sola a cadere, trascinando per primi con sé i principali istituti di credito europei. Per questo molti di questi istituti stanno valutando seriamente la proposta del governo greco di accettare volontariamente riduzioni fino al 60% dei crediti vantati nei confronti dello stato. Un modo, in altre parole, per rimandare il problema, non dichiarando il fallimento della Grecia e con essa di un intero sistema economico, speculativo, affaristico e finanziario.</p>
<p>All&#8217;interno della trasmissione interventi di:</p>
<p style="padding-left: 60px;">Michele De Palma &#8211; Sindacalista FIOM</p>
<div style="padding-left: 60px;">Margherita Dean &#8211; Collaboratrice di Radio Popolare da Atene</div>
<p style="padding-left: 60px;">Andrea Baranes &#8211; Economista</p>
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Ore 15:35 – Radio Popolare Roma 103.3 MHz e Radiosonar.net, in replica il mercoledì alle 13:00 su Radio Kairos Bologna 105.85 Fm
L&#8217;odiosa cantilena che vorrebbe i giovani italiani incapaci o poco vogliosi di conquistare una propria autonomia,[...]</itunes:subtitle>
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Ore 15:35 – Radio Popolare Roma 103.3 MHz e Radiosonar.net, in replica il mercoledì alle 13:00 su Radio Kairos Bologna 105.85 Fm
L&#8217;odiosa cantilena che vorrebbe i giovani italiani incapaci o poco vogliosi di conquistare una propria autonomia, cantilena che ormai risuona nelle nostre orecchie da almeno due legislature, compie oggi un salto di qualità. Il governo mostra sincero disprezzo verso giovani e precari.
Parallelamente &#8211; ma Citizen U non crede alle coincidenze &#8211; viene presentata l&#8217;ipotesi di riforma del mercato del lavoro, con la finalità di renderlo più flessibile e competitivo.
Il nuovo contratto unico dovrebbe abolire le tante forme di lavoro precario e frammentato che caratterizzano oggi il panorama italiano. Altro obiettivo dichiarato dovrebbe essere eliminare le differenze tra lavoratori precari e lavoratori garantiti, tra giovani e anziani. In realtà il livellamento che questo tipo di riforma andrebbe a introdurre è decisamente e violentemente orientato verso il basso, estendendo a tutti i lavoratori la sospensione di diritti e le dinamiche di sfruttamento che oggi riguardano i lavoratori precari.
Nel frattempo in Grecia si respira aria di default, con le istituzioni finanziarie internazionali che chiedono al paese nuovi &#8220;sacrifici&#8221; e un ulteriore programma di privatizzazioni e liberalizzazioni, onde erogare un prestito di 130 miliardi che manterrebbe i conti a galla. Il fallimento conclamato delle politiche di austerità non è servito fino ad ora a far ponderare soluzioni differenti. Con la consapevolezza che se la Grecia dovesse fallire non sarebbe la sola a cadere, trascinando per primi con sé i principali istituti di credito europei. Per questo molti di questi istituti stanno valutando seriamente la proposta del governo greco di accettare volontariamente riduzioni fino al 60% dei crediti vantati nei confronti dello stato. Un modo, in altre parole, per rimandare il problema, non dichiarando il fallimento della Grecia e con essa di un intero sistema economico, speculativo, affaristico e finanziario.
All&#8217;interno della trasmissione interventi di:
Michele De Palma &#8211; Sindacalista FIOM
Margherita Dean &#8211; Collaboratrice di Radio Popolare da Atene
Andrea Baranes &#8211; Economista</itunes:summary>
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		<title>Pulled Apart By Horses &#8211; Tough Love</title>
		<link>http://www.citizenu.net/pulled-apart-by-horses-tough-love/</link>
		<comments>http://www.citizenu.net/pulled-apart-by-horses-tough-love/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 23:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citizenu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong>*Novità<a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/pulled-apart-by-horses.jpg"></a></strong></p> <p><strong>Data di pubblicazione</strong>: gennaio 2012</p> <p><strong>Etichetta</strong>: Transgressive</p> <p>Era lecito chiedersi se i Pulled Apart by Horses fossero dei ragazzini che dopo aver giocato con la paroxetina di mamma volessero fare i cattivi suonando sporco e veloce, o se ci fosse veramente sostanza dietro questo quartetto heavy della periferia di Leeds. Con il loro <a href="http://www.citizenu.net/pulled-apart-by-horses-tough-love/">[continua a leggere] </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>*Novità<a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/pulled-apart-by-horses.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-955" title="pulled apart by horses" src="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/pulled-apart-by-horses.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a></strong></p>
<p><strong>Data di pubblicazione</strong>: gennaio 2012</p>
<p><strong>Etichetta</strong>: Transgressive</p>
<p>Era lecito chiedersi se i Pulled Apart by Horses fossero dei ragazzini che dopo aver giocato con la paroxetina di mamma volessero fare i cattivi suonando sporco e veloce, o se ci fosse veramente sostanza dietro questo quartetto heavy della periferia di Leeds. Con il loro primo album, omonimo, del 2010 avevano fatto intravedere un’attitudine al rock più duro, fatto di lunghi giri di chitarra che ritornavano e ritornavano ossessivi, con la cattiveria di chi ha veramente qualcosa da dire ma con il pregio della sbeffardaggine ed insolenza che degli esordienti devono avere.</p>
<p>Con “Tough Love” i ragazzi dimostrano d’aver studiato bene la lezione dei Led Zeppelin, dei Motörhead, dei Black Sabbath e dei Judas Priest. Le undici tracce, grazie anche la produzione di un mostro sacro come Gil Norton, già con i Pixies, i Foo Fighters, i Maximo Park solo per citarne alcuni, sono veramente toste, con una carica non scontata che fa da spola tra il classico hard rock di stampo britannico, con contaminazioni wave, più cupe ed ipnotiche. Il singolo “V.E.N.O.M.” è un gioco tra le chitarre che a testa bassa scavano il solco dentro cui Tom Hudson può spaccarsi le corde vocali urlando e graffiando, con un’aggressività degna dei movimenti riot anni ’90.</p>
<p>Non c’è pausa, il noise incombe e degenera in una sorta di trance rock, “Wolf Hand” e “Give Me A Reason”, l’ammiccare ala poetica di Kurt Cobain in “Degeneration Game”, poi è tutta una questione di cuore: il sudore che scivola nei jeans slim fit, l’odore di sigarette mal spente, bocche sporche che s’incontrano e poi si lasciano per sempre, il cranio che esplode nel risveglio del pomeriggio, la vera anima di una band che fa del proprio vagabondare di tour in tour, di strada in strada la propria ossatura e forza.</p>
<p>Non chiamiamoli solo ragazzini ribelli.</p>
<p>Recensione da: <a href="http://www.indieforbunnies.com/2012/01/30/pulled-apart-by-horses-tough-love/" target="_blank">indieforbunnies</a></p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/N9wmp0gIffo" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
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		<title>WU LYF (World Unite! Lucifer Youth Foundation) &#8211; Go Tell Fire To The Mountain</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 23:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citizenu</dc:creator>
				<category><![CDATA[proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>*Da riscoprire <a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/wu-lyf.jpg"></a></strong></p> <p><strong>Data di pub</strong><strong></strong><strong>blicazione</strong>: 2011</p> <p><strong>Etichetta</strong>: Lyf</p> <p>Ormai hanno perfettamente capito l&#8217;antifona anche in Italia: per far parlare di sé bisogna starsene zitti. Nella società dello spettacolo imploso, infatti, l&#8217;anonimato della pura invisibilità rimane probabilmente l&#8217;ultimo infallibile viatico per la massima esposizione alla chiacchiera. Lo sanno bene i manchesteriani (e alla luce <a href="http://www.citizenu.net/wu-lyf-world-unite-lucifer-youth-foundation-go-tell-fire-to-the-mountain/">[continua a leggere] </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>*Da riscoprire <a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/wu-lyf.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-952" title="wu lyf" src="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/wu-lyf.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a></strong></p>
<p><strong>Data di pub</strong><strong></strong><strong>blicazione</strong>: 2011</p>
<p><strong>Etichetta</strong>: Lyf</p>
<p>Ormai hanno perfettamente capito l&#8217;antifona anche in Italia: per far parlare di sé bisogna starsene zitti. Nella società dello spettacolo imploso, infatti, l&#8217;anonimato della pura invisibilità rimane probabilmente l&#8217;ultimo infallibile viatico per la massima esposizione alla chiacchiera. Lo sanno bene i manchesteriani (e alla luce di Delphic, Everything Everything e Hurts si può ormai parlare di una Manchester renaissance in piena regola) WU LYF, acronimo per il ben più roboante &#8220;World Unite! Lucifer Youth Foundation&#8221;, band che fino a qualche tempo fa non aveva né una pagina Myspace né un volto preciso, soltanto qualche video enigmatico postato su Youtube e un vezzoso sito monopagina che nel frattempo si è tramutato in una sorta di scatola nera stipata di manifesti post-situazionisti in sedicesimo e collage multimediali neodada, in attesa della rivoluzione imminente.</p>
<p>Sebbene siano in quattro, il termine più appropriato da spendere per i WU LYF è quello di collettivo o, tutt&#8217;al più, di società di produzione, no profit e rigorosamente autogestita, che vanta con orgoglio qualcosa come cinquecento affiliati tra musicisti, pittori, designer, liberi pensatori, grafittari, poeti o semplici criminali. Un organismo policentrico in bilico fra gli happening del gruppo Fluxus e le posse anarco-marxiste della Londra squatter e post-punk di Scritti Politti e London Musicians&#8217; Collective, magistralmente rievocata dalle ricostruzioni storiografiche di un narratore d&#8217;eccezione come Simon Reynolds. Tuttavia i programmatici WU LYF ci tengono a precisare che la loro musica è essenzialmente &#8220;heavy pop&#8221;, curiosissimo pastiche (da prendere con generoso beneficio d&#8217;inventario) di psichedelia, art-punk melodico, post-rock e musica che vien quasi la tentazione di definire sacra (quell&#8217;organo un po&#8217; ovunque&#8230;), pensata e creata appositamente per l&#8217;apocalisse pop che ci sta inghiottendo tutti.</p>
<p>I fatti per ora danno ragione ai quattro ideologi in erba, nel senso che dal Guardian a Pitchfork, dopo singoli a tiratura limitata andati praticamente polverizzati in poco meno di una frazione di secondo, il disco sta lasciando dietro di sé una lunga scia zigzagante di cuori spezzati e accoratissimi panegirici. Tra chi li considera addirittura come l&#8217;equazione risolta tra la cialtroneria megalomane dei concittadini Happy Mondays e il millenarismo degli Swans, e chi, più lucidamente e con maggiore acutezza, parla di Explosions In The Sky, Wolf Parade, Built To Spill e certi Modest Mouse, è tutto un rincorrersi per il desktop di nomi convulsi e analogie senza freni. Quello che resta, una volta messi a tacere gli idoli del foro, è un album più che buono, marchiato a fuoco da voci caratteristicamente aguzze e sbraitanti e dal suono di chitarre che disegnano con tratto liquido paesaggi aspri e vaporosi, in bilico tra il post-rock piegato alla canzone e un messale liturgico di preghiere elettrificate (si goda ad esempio il gigantismo di scorci pittoreschi come &#8220;Such A Sappy Dog&#8221;, soprattutto la seconda metà, &#8220;We Bros&#8221; o &#8220;Dirt&#8221;). In pezzi come &#8220;Heavy Pop&#8221; o &#8220;Cave Song&#8221; si ha poi quasi la sensazione di risentire i primissimi British Sea Power che riscrivono da capo i soliloqui di Captain Beefheart, ed è tutto dire&#8230;</p>
<p>Per il momento dunque, hype o non hype, il quartetto dimostra di sapere fin troppo bene quello che sta facendo e di volerlo fare nel migliore dei modi possibili. Difficile capire ora dove possano arrivare ma, e ci sono pochi dubbi al riguardo, quel che già si può sentire li porterà abbastanza lontano. Nel frattempo, buona apocalisse a tutti.</p>
<p>Recensione da: <a href="http://www.ondarock.it/recensioni/2011_wulyf.htm" target="_blank">ondarock</a></p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/pDTEhWO2wyo" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
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		<title>Spectrals &#8211; Bad Penny</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 23:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citizenu</dc:creator>
				<category><![CDATA[proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>*Da riscoprire <a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/spectrals.jpg"></a></strong></p> <p><strong>Data di pub</strong><strong></strong><strong>blicazione</strong>: 2011</p> <p><strong>Etichetta</strong>: Wichita / Slumberland</p> <p>A vederlo così la prima cosa che viene da pensare è: chissà che difficile adolescenza avrà passato. Con quei capelli color carota, quel viso lentigginoso, quel fisico cicciottello non deve aver avuto vita facile in un qualsiasi liceo britannico. Sarebbe una storia carina, <a href="http://www.citizenu.net/spectrals-bad-penny/">[continua a leggere] </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>*Da riscoprire <a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/spectrals.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-947" title="spectrals" src="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/spectrals.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a></strong></p>
<p><strong>Data di pub</strong><strong></strong><strong>blicazione</strong>: 2011</p>
<p><strong>Etichetta</strong>: Wichita / Slumberland</p>
<p>A vederlo così la prima cosa che viene da pensare è: chissà che difficile adolescenza avrà passato. Con quei capelli color carota, quel viso lentigginoso, quel fisico cicciottello non deve aver avuto vita facile in un qualsiasi liceo britannico. Sarebbe una storia carina, la rivalsa del ‘menestrello’ sui bulli che glie ne facevano e dicevano di cotte e di crude. Chissà, magari sarà andata anche così, o magari no, Luis Oliver Jones avrà passato un’infanzia tranquilla tra i campetti da calcio di Leeds e le cantine dei suoi amici a strimpellare la sua sei corde sgangherata.<br />
La verità è che ci sono poche notizie della sua adolescenza. Si sà che prima di dar vita agli Spectrals suonava in gruppi punk ’sfigati’ e che era, è, un appassionato di gruppi anni 50 doo-woop, e lo si sente. Poi nient’altro, o meglio “Bad Penny”, il suo album di debutto.</p>
<p>“Bad Penny” è un ottimo disco, che molto probabilmente e purtroppo godrà di poca considerazione. Fa soprattutto specie la maturità musicale del ventunenne di Leeds. Musica che spazia da ritmi r&amp;b, “Luck is there to be pushed”, in cui potrebbe posarsi la voce di un Marvin Gaye qualunque, a strati di chitarra alla Jesus and Mary Chain di “Big Baby”, ammiccamenti allo sweet-blues di Richard Hawley (“Many happy hour”) e a formule squisitamente jazz-pop di “Get a grip” e “You can’t live on love alone”. Grazie alla miscela di questi generi Spectrals riesce a creare un disco da lasciare lì, scorrere in sottofondo, cosa che pensavo spettasse solo a dischi considerati “pietre miliari”. E invece no, Louis con questi 12 pezzi, nati nel buio di uno scantinato, e portati alla luce da Richard Fornby, già al lavoro con Wild Beasts, Spacemen 3 e Mogwai tanto per citarne alcuni, riesce a rompere questo mio tabù.</p>
<p>Una bella teppa questo roscio dello Yorkshire. Una bella sorpresa questo “Bad Penny”. Un bel modo per chiudere un anno, e iniziarne uno nuovo all’insegna di un pop onesto, sobrio e poco paraculo.</p>
<p>Recensione da: <a href="http://www.indieforbunnies.com/2012/01/27/spectrals-bad-penny/" target="_blank">indieforbunnies</a></p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/WIo8oTzfAEo" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
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		<title>Martedì 31 gennaio, FINALE DI PARTITA_14: NO TAV.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 01:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citizenu</dc:creator>
				<category><![CDATA[trasmissioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/no-tav1.jpg"></a></p> <p><strong>Ore 15:35 – <a href="http://www.radiopopolareroma.it/" target="_blank">Radio Popolare Roma</a> 103.3 MHz e <a href="http://radiosonar.net/" target="_blank">Radiosonar.net</a>, in replica il mercoledì alle 13:00 su <a href="http://www.radiokairos.it/" target="_blank">Radio Kairos Bologna</a> 105.85 Fm</strong></p> <p>La notizia dell&#8217;arresto di 26 persone, colpevoli di aver partecipato alla manifestazione NO TAV del 3 luglio 2011, è stata sbandierata con dovizia di particolari <a href="http://www.citizenu.net/finale-di-partita_14-no-tav/">[continua a leggere] </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/no-tav1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-930" title="no tav" src="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/02/no-tav1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p><strong>Ore 15:35 – <a href="http://www.radiopopolareroma.it/" target="_blank">Radio Popolare Roma</a> 103.3 MHz e <a href="http://radiosonar.net/" target="_blank">Radiosonar.net</a>, in replica il mercoledì alle 13:00 su <a href="http://www.radiokairos.it/" target="_blank">Radio Kairos Bologna</a> 105.85 Fm</strong></p>
<p>La notizia dell&#8217;arresto di 26 persone, colpevoli di aver partecipato alla manifestazione NO TAV del 3 luglio 2011, è stata sbandierata con dovizia di particolari su tutti i media nazionali. Salvo poi praticamente sparirne il giorno dopo, data l&#8217;inconsistenza dell&#8217;impianto accusatorio, la sproporzione delle misure cautelari e probabilmente la presa di coscienza, tardiva, di aver toccato il tasto sbagliato, attaccando una lotta che registra un altissimo livello di consenso su scala nazionale.</p>
<p>Attaccare il movimento NO TAV significa oggi recapitare un messaggio molto chiaro a tutti i movimenti per i beni comuni e in generale a tutte le dinamiche di dissenso che stanno fiorendo nel paese. Il messaggio, scritto a chiare lettere, chiarisce che nell&#8217;era del governo tecnico non c&#8217;è spazio per le proteste, per la contrattazione sociale, per la disobbedienza. In una parola non c&#8217;è spazio per la democrazia.</p>
<p>La costruzione della TAV e l&#8217;accelerazione giudiziaria contro chi vi si oppone sono un esempio paradigmatico del nuovo corso. Poco importa che l&#8217;opera sia ritenuta inutile e dannosa (dal punto di vista ambientale e sociale) da tutti gli esperti che non sono sul libro paga di quanti invece promuovono il progetto. Poco importa se a costruirla saranno in misura schiacciante ditte edili che sono diretta emanazione di cosche malavitose. Poco importa se per finanziarla si produrrà un&#8217;ulteriore impennata del debito pubblico. Poco importa, infine, che la costruzione della ferrovia Torino Lione sia un progetto riservato a pochissimi privilegiati, in un quadro di generale dismissione, da parte di Trenitalia, del trasporto locale ed economicamente accessibile.</p>
<p>Il teorema accusatorio confezionato da Giancarlo Caselli mira innanzitutto a dividere il movimento in manifestanti pacifici (e quindi disposti a dire la loro senza che questa abbia alcuna influenza sulle decisioni prese) e presunti violenti infiltrati. Più che mai questo ragionamento non rappresenta la realtà del movimento NO TAV, più che mai questa operazione non riuscirà a scardinare la lotta simbolo di tutte le lotte per i beni comuni.</p>
<p>All’interno della trasmissione interventi di:</p>
<p style="padding-left: 60px;">Giuseppe Maggiolino &#8211; ex conduttore treni notte in mobilitazione<br />
Guido Viale &#8211; scrittore ed economista, autore di <em>La Riconversione Ecologica</em> edito da NdA press<br />
Francesco Brancaccio &#8211; dottorando in dottrina dello stato presso La Sapienza</p>
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Ore 15:35 – Radio Popolare Roma 103.3 MHz e Radiosonar.net, in replica il mercoledì alle 13:00 su Radio Kairos Bologna 105.85 Fm
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Ore 15:35 – Radio Popolare Roma 103.3 MHz e Radiosonar.net, in replica il mercoledì alle 13:00 su Radio Kairos Bologna 105.85 Fm
La notizia dell&#8217;arresto di 26 persone, colpevoli di aver partecipato alla manifestazione NO TAV del 3 luglio 2011, è stata sbandierata con dovizia di particolari su tutti i media nazionali. Salvo poi praticamente sparirne il giorno dopo, data l&#8217;inconsistenza dell&#8217;impianto accusatorio, la sproporzione delle misure cautelari e probabilmente la presa di coscienza, tardiva, di aver toccato il tasto sbagliato, attaccando una lotta che registra un altissimo livello di consenso su scala nazionale.
Attaccare il movimento NO TAV significa oggi recapitare un messaggio molto chiaro a tutti i movimenti per i beni comuni e in generale a tutte le dinamiche di dissenso che stanno fiorendo nel paese. Il messaggio, scritto a chiare lettere, chiarisce che nell&#8217;era del governo tecnico non c&#8217;è spazio per le proteste, per la contrattazione sociale, per la disobbedienza. In una parola non c&#8217;è spazio per la democrazia.
La costruzione della TAV e l&#8217;accelerazione giudiziaria contro chi vi si oppone sono un esempio paradigmatico del nuovo corso. Poco importa che l&#8217;opera sia ritenuta inutile e dannosa (dal punto di vista ambientale e sociale) da tutti gli esperti che non sono sul libro paga di quanti invece promuovono il progetto. Poco importa se a costruirla saranno in misura schiacciante ditte edili che sono diretta emanazione di cosche malavitose. Poco importa se per finanziarla si produrrà un&#8217;ulteriore impennata del debito pubblico. Poco importa, infine, che la costruzione della ferrovia Torino Lione sia un progetto riservato a pochissimi privilegiati, in un quadro di generale dismissione, da parte di Trenitalia, del trasporto locale ed economicamente accessibile.
Il teorema accusatorio confezionato da Giancarlo Caselli mira innanzitutto a dividere il movimento in manifestanti pacifici (e quindi disposti a dire la loro senza che questa abbia alcuna influenza sulle decisioni prese) e presunti violenti infiltrati. Più che mai questo ragionamento non rappresenta la realtà del movimento NO TAV, più che mai questa operazione non riuscirà a scardinare la lotta simbolo di tutte le lotte per i beni comuni.
All’interno della trasmissione interventi di:
Giuseppe Maggiolino &#8211; ex conduttore treni notte in mobilitazione
Guido Viale &#8211; scrittore ed economista, autore di La Riconversione Ecologica edito da NdA press
Francesco Brancaccio &#8211; dottorando in dottrina dello stato presso La Sapienza</itunes:summary>
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		<itunes:author>marica.cinque@gmail.com</itunes:author>
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		<title>31 Gennaio 2012</title>
		<link>http://www.citizenu.net/31-gennaio-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 01:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citizenu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ <a href="http://www.worldunite.org/" target="_blank">WU LYF (World Unite Lucifer Youth Foundation) &#8211; Dirt</a> <p style="text-align: center;"> </p> <a href="http://www.myspace.com/ilmurodelcanto" target="_blank">Il Muro del Canto &#8211; L&#8217;Ammazzasette</a> <p style="text-align: center;"> </p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4> <a href="http://www.worldunite.org/" target="_blank">WU LYF (World Unite Lucifer Youth Foundation) &#8211; Dirt</a></h4>
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<h4><a href="http://www.myspace.com/ilmurodelcanto" target="_blank">Il Muro del Canto &#8211; L&#8217;Ammazzasette</a></h4>
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		<title>2Pigeons &#8211; Retronica</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>citizenu</dc:creator>
				<category><![CDATA[proposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>*Prossime uscite </strong></p> <p><strong>Data di pubblicazione</strong>: 17 febbraio 2012</p> <p><strong>Etichetta</strong>: La Fabbrica</p> <p>&#160;</p> <p>Gruppo cui Citizen U è particolarmente legato, già ospite nella trasmissione del <a href="http://www.citizenu.net/sabato-13-novembre-2010%C2%A0-citizen%C2%A0u-nella-babele-dei-suoni/" target="_blank">13 novembre 2010</a> con un live veramente speciale dagli studi di Radio Popolare Roma.</p> <p>In attesa di proporvi i nuovi splendidi brani di Retronica, Citizen U presenta il <a href="http://www.citizenu.net/2pigeons-retronica/">[continua a leggere] </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>*Prossime uscite<img class="alignright size-full wp-image-911" title="2pigeons" src="http://www.citizenu.net/wp-content/uploads/2012/01/2pigeons.jpg" alt="" width="136" height="136" /><br />
</strong></p>
<p><strong>Data di pubblicazione</strong>: 17 febbraio 2012</p>
<p><strong>Etichetta</strong>: La Fabbrica</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gruppo cui Citizen U è particolarmente legato, già ospite nella trasmissione del <a href="http://www.citizenu.net/sabato-13-novembre-2010%C2%A0-citizen%C2%A0u-nella-babele-dei-suoni/" target="_blank">13 novembre 2010</a> con un live veramente speciale dagli studi di Radio Popolare Roma.</p>
<p>In attesa di proporvi i nuovi splendidi brani di <em>Retronica</em>, Citizen U presenta il making of del nuovo album e la recensione in anteprima, tratta da <a href="http://www.saltinaria.it/recensioni/cdpromodemo/13772-2pigeons-retronica.html" target="_blank">Saltinaria</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://player.vimeo.com/video/34525212" width="400" height="225" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><strong>Anteprima</strong>. Chiara Castello e Kole Laca, alias i 2Pigeons, ripropongono nel loro nuovo album “Retronica”, in uscita il 7 febbraio, la loro insolita ma riuscita mescolanza di elettronica e musica suonata. Il risultato è un disco ricercato ma non lezioso, di piacevole ascolto ma non banale.<br />
Ancora oggi, quando si parla di musica elettronica, spesso si nota nel nostro interlocutore l’impercettibile riflesso condizionato del sollevamento di un labbro. Quelli che difendono la musica “vera”, infatti, non riescono a concepire che a fianco degli strumenti musicali tradizionali possano comparire anche synth, kaos pad e loop station. La realtà, però, è che l’elettronica è da tempo uscita dal suo stato di minorità e si è trasformata in un genere che possiede (se si escludono le – molte – tristi eccezioni) una sua innegabile dignità.<br />
Un loro contributo, in questo senso, vogliono darlo anche i 2Pigeons, un duo formato da Chiara Castello e Kole Laca che in appena tre anni di carriera ha raccolto già diversi premi (su tutti il Demo Award 2009 di Rai Radio 1) e hanno condiviso il palco con nomi di primo piano della musica italiana (Paolo Benvegnù, Beatrice Antolini, Malika Ayane, Patti Pravo, Teresa De Sio e Rossana Casale).<br />
La loro ragione sociale è quella di abbinare i suoni sintetici a quelli degli strumenti classici e della musica suonata. E la sorpresa è che ci riescono davvero: sarà per il loro talento nel live (che tra l’altro li porta a rifiutare il computer), ma la combinazione di questi due mondi apparentemente inconciliabili funziona davvero. Il risultato è un crogiolo indefinibile di sonorità e di generi che già aveva attirato l’attenzione di molti nel loro primo album “Land”, di due anni fa, e che si ripropone intatto nel nuovo “Retronica”, in uscita il prossimo 7 febbraio.<br />
Il comunicato stampa di presentazione dell’album ci informa che i testi, in inglese, a tratti “s’interrogano sulla propria identità in un surplus di rifrazioni vocali”, altre volte “raccontano storie di donne delle pulizie abbandonate sulla navicella sovietica Vostok” o “di novelli Icaro che sfidano il limite per eccesso di brio alcolico”. Tutto molto bello, ma soffermarci ulteriormente sulle parole e non dare invece ampio spazio alla musica ci sembrerebbe fare loro un torto.<br />
L’album si apre con “Completely Lost”, che strizza l’occhio, più o meno consapevolmente, all’alternative stile Lacuna Coil. Ma è con la successiva “Hard Working Space” che si raggiunge subito la vetta più alta, affiancando a una strofa dall’arrangiamento (con tanto di archi pizzicati), un ritornello pop e orecchiabile, che entra subito in testa e non se ne va più. Se non sarà scelto come singolo, suggeriamo di licenziare il discografico seduta stante.<br />
Di ascolto più complesso è “9mm Parabellum”, dove dominano la voce maschile e il ritmo sincopato. Si prosegue quindi con “Reptile”, una traccia meno efficace, in cui l’armonia dal sapore oscuro e l’abuso di loop non nascondono l’eccessiva semplicità della melodia. “Ikarus” invece ci trasporta in un’atmosfera liquida, eterea e sospesa, dal ritmo che ricorda addirittura uno ska sui generis.<br />
In “Turtulleshe”, i 2Pigeons dimostrano di non avere timori reverenziali di sorta e si spingono addirittura nei territori della musica etnica (rivisitando una canzone popolare albanese): esperimento interessante quanto ardito. Di nuovo più accattivante torna ad essere la successiva “Seven Steps”, con l’accompagnamento di un sintetizzatore à-la Super Mario.<br />
Sul finale si torna alle atmosfere lacunacoillesche, con “Ghost Dog” (caratterizzata dall’insolito inserimento di una tromba sul finale), “Teknowest” e il suo ritornello che, se non fosse per l’ossessivo loop elettronico in sottofondo, potrebbe appartenere a un qualunque crooner anni ‘50 e “Satellite”, dove incontriamo nell’ordine un’intro alla Imogen Heap, una strofa confidenziale e un ritornello giustamente siderale (come lascia intendere il titolo).<br />
La conclusione con “Nervous Countdown” è talmente dissimile dal resto dell’album da potersi definire addirittura sperimentale: si apre con le istruzioni per produrre una bomba a orologeria e termina con un profluvio di cori.<br />
Che dire, dunque? Dopo aver ascoltato l’album abbiamo capito perchè hanno voluto partecipare al progetto anche nomi come Giovanni Gulino di Marta sui Tubi, Pierpaolo Capovilla de Il Teatro degli Orrori, Enrico Gabrielli, Roy Paci.<br />
Ci hanno visto giusto. “Retronica” è un album dai sapori estremamente eterogenei, dalle sonorità studiate e ricercate senza essere lezioso, di piacevole ascolto senza essere banale. E che raggiunge vette tali da soddisfare anche l’appassionato di alternative più duro e puro.</span></p>
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