Martedì 31 gennaio, FINALE DI PARTITA_14: NO TAV.

Ore 15:35 – Radio Popolare Roma 103.3 MHz e Radiosonar.net, in replica il mercoledì alle 13:00 su Radio Kairos Bologna 105.85 Fm

La notizia dell’arresto di 26 persone, colpevoli di aver partecipato alla manifestazione NO TAV del 3 luglio 2011, è stata sbandierata con dovizia di particolari su tutti i media nazionali. Salvo poi praticamente sparirne il giorno dopo, data l’inconsistenza dell’impianto accusatorio, la sproporzione delle misure cautelari e probabilmente la presa di coscienza, tardiva, di aver toccato il tasto sbagliato, attaccando una lotta che registra un altissimo livello di consenso su scala nazionale.

Attaccare il movimento NO TAV significa oggi recapitare un messaggio molto chiaro a tutti i movimenti per i beni comuni e in generale a tutte le dinamiche di dissenso che stanno fiorendo nel paese. Il messaggio, scritto a chiare lettere, chiarisce che nell’era del governo tecnico non c’è spazio per le proteste, per la contrattazione sociale, per la disobbedienza. In una parola non c’è spazio per la democrazia.

La costruzione della TAV e l’accelerazione giudiziaria contro chi vi si oppone sono un esempio paradigmatico del nuovo corso. Poco importa che l’opera sia ritenuta inutile e dannosa (dal punto di vista ambientale e sociale) da tutti gli esperti che non sono sul libro paga di quanti invece promuovono il progetto. Poco importa se a costruirla saranno in misura schiacciante ditte edili che sono diretta emanazione di cosche malavitose. Poco importa se per finanziarla si produrrà un’ulteriore impennata del debito pubblico. Poco importa, infine, che la costruzione della ferrovia Torino Lione sia un progetto riservato a pochissimi privilegiati, in un quadro di generale dismissione, da parte di Trenitalia, del trasporto locale ed economicamente accessibile.

Il teorema accusatorio confezionato da Giancarlo Caselli mira innanzitutto a dividere il movimento in manifestanti pacifici (e quindi disposti a dire la loro senza che questa abbia alcuna influenza sulle decisioni prese) e presunti violenti infiltrati. Più che mai questo ragionamento non rappresenta la realtà del movimento NO TAV, più che mai questa operazione non riuscirà a scardinare la lotta simbolo di tutte le lotte per i beni comuni.

All’interno della trasmissione interventi di:

Giuseppe Maggiolino – ex conduttore treni notte in mobilitazione
Guido Viale – scrittore ed economista, autore di La Riconversione Ecologica edito da NdA press
Francesco Brancaccio – dottorando in dottrina dello stato presso La Sapienza